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La popolare trasmissione televisiva condotta da Donatella Bianchi ha fatto tappa nei giorni scorsi a Salerno per registrare una puntata che andrà in onda su Raiuno sabato 2 ottobre alle ore 14.
L’obiettivo della trasmissione - sviluppare la cultura del mare ponendo grande attenzione ai problemi ambientali e alla sicurezza, valorizzando le diverse culture marinare – questa volta ha posto l’attenzione sull’Università degli Studi di Salerno. Il rettore dell’Ateneo salernitano, il chiarissimo professore Raimondo Pasquino,è salito a bordo di una motovedetta della Capitaneria di Porto con il collega Massimo Spagnolo, docente di Economia della Pesca e direttore dell’Irepa (Istituto di Ricerche
Economiche Pesca e Acquacoltura) per accompagnare Donatella Bianchi e la sua troupe televisiva in alto mare, a circa tre miglia di distanza dal litorale di Battipaglia. L’appuntamento era con un gruppo di ricercatori dell’Irepa e di studenti di Economia della Pesca che, a bordo di un peschereccio della Cooperativa Campania Pesca, stavano monitorando le attività delle quattro gabbie di acquacoltura, impianto avviato nel 1999 con la consulenza dell’Irepa. A bordo della motovedetta e del peschereccio anche il comandante del Porto di Salerno Santucci, Franco Casaburi, responsabile dell’Ufficio Pesca della Provincia di Salerno, Ivan Gentile, presidente della Cooperativa Campania Pesca. Con un’abile manovra dei sub della Cooperativa il pesce è stato circuito nelle gabbie con delle reti e quindi issato a bordo dove è stato immediatamente messo in grandi contenitori pieni di ghiaccio, al fine di conservare intatte le proprietà nutritive ed organolettiche del pescato. Orate, saraghi e spigole destinati soprattutto ai mercati del nord Italia, ma anche alla grande distribuzione locale. “E’ l’unico allevamento in Italia nato per la riconversione dei pescatori che hanno affiancato all’attività classica della pesca questa dell’acquacoltura”, ha sottolineato il professore Spagnolo. “Altre gabbie verranno realizzate da qui a breve per incrementare il pescato attuale ma anche per avviare altre sperimentazioni in acquacoltura di specie fino ad ora non cresciute in cattività. Una cattività relativa, vista la grandezza delle gabbie che, poste a 15 metri sotto il livello del mare, con un fondale di 40 metri, lasciano ai pesci un’ampia
possibilità di movimento. Il pesce è sano, il mercato soddisfatto, una delle prime regole d’oro che trasmetto ai miei studenti di Economia della Pesca ”.

 
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