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Comunicati stampa
Si è conclusa a Salerno lo scorso 19 ottobre la
conferenza organizzata dall'IREPA Onlus in occasione dei
primi venti anni di attività e che ha visto una
folta partecipazione di autorevoli esponenti del settore
della pesca e di tanti amici che hanno condiviso con i
fondatori questo importante momento di vita dell'Istituto.
L'attualità e l'importanza del tema trattato dalla
Conferenza: "La Gestione della pesca in presenza
di sistemi decisionali multilivello: il caso del Mediterraneo",
ha richiamato l'interesse dei rappresentanti della ricerca,
dell'industria italiana e del Mediterraneo, dell'Amministrazione
nazionale e di quelle regionali, delle organizzazioni
internazionali e di quelle ambientali.
All'apertura della prima giornata i rappresentanti delle
Amministrazioni locali, ed il rettore dell'Università
degli Studi di Salerno, professore Pasquino, hanno espresso
i loro saluti e i loro auguri al direttore dell'Irepa,
Massimo Spagnolo, che ha introdotto i lavori della Conferenza.
Ichiro Nomura, Responsabile del dipartimento Pesca e Vice
Direttore Generale della Fao ha presieduto la prima sessione
della Conferenza, dal titolo "Economisti della pesca:
una risorsa per le risorse". La discussione è
stata caratterizzata dalla presenza di alcuni dei più
autorevoli rappresentanti del mondo della ricerca economica
i cui interventi sono stati indirizzati all'analisi degli
aspetti gestionali e dei risvolti internazionali che interessano
la pesca nel Mediterraneo sottolineando l'importanza dell'introduzione
dei diritti di proprietà collettivi.
Jon Sutinen, proveniente dall'Università di Rhode
Island, ha approfondito le questioni relative all'introduzione
dei diritti di proprietà collettivi ed ha analizzato
gli strumenti disponibili per la gestione della pesca
a livello mondiale evidenziando i positivi risultati conseguiti
in aree extra Mediterranee con l'applicazione degli ITQ's.
Ha, tuttavia, evidenziato che lo stesso strumento di gestione
non potrebbe essere applicato nel Mediterraneo, dove invece
troverebbero migliore utilizzazione strumenti di gestione
legati al territorio, sulla base di diritti di utilizzazione
delle risorse da parte delle imprese di pesca locali.
Partendo da esperienze maturate nel contesto Americano,
Ron Hannesson dell'Università norvegese di Bergen,
con il suo contributo, ha esaminato il ruolo che le cooperative
svolgono nella gestione della pesca, analizzando l'esperienza
statunitense nel Pacifico. Sono stati, in questo senso
evidenziati gli aspetti strutturali che rendono simili
le due diverse aree e quelli che, al contrario, sono causa
di profonde differenze. In realtà, la principale
differenza, seppure in una logica di gestione cooperativa
delle risorse, risiede nella capacità di quel sistema
di operare in un ambito industriale di notevoli dimensioni.
La novità risiede nel fatto che, nonostante la
caratteristica industriale della flotta, si è riusciti
ad introdurre criteri di salvaguardia delle risorse nell'interesse
delle generazioni attuali e future.
Il tema dell'autogestione e della cogestione nel settore
della pesca è stato approfondito dal professore
Ragnar Arnason dell'Università di Reiykiavik, che
ha prospettato possibili ipotesi di intervento nel Mediterraneo.
In particolare, a partire da esperienze maturate in contesti
biologici, produttivi e sociali analoghi a quelli esistenti
nel Mediterraneo, il professor Arnason ha illustrato gli
aspetti positivi e negativi di una gestione delle risorse
centrata sulla creazione dei Distretti di Pesca. E' noto
l'interesse per quest'argomento da parte dell'industria
della pesca italiana. Infatti, la relazione del prof.
Arnason è stata l'occasione per approfondire alcuni
degli aspetti che caratterizzano il dibattito attuale
in Italia.
La relazione di Gordon Munro, dell'Università canadese
di Vancouver nella British Columbia, ha affrontato la
questione riguardante la gestione degli stock condivisi
e di quelli altamente migratori. A partire dall'esperienza
maturata nel corso dei negoziati delle Nazioni Unite per
la predisposizione della Convenzione sul Diritto del Mare,
il Prof. Munro ha evidenziato alcuni degli aspetti più
rilevanti per la gestione della pesca nel Mediterraneo,
al cui interno operano flotte di Paesi diversi e, non
di rado, si registrano conflitti fra pescherecci di Nazioni
diverse. Nel corso dell'intervento è stato chiarito
come questo aspetto va assumendo un'importanza crescente
sia per le implicazioni internazionali che ne derivano
sia perché l'attuale sistema di gestione multilivello,
nel Mar Mediterraneo, non ha dato prova di particolare
efficienza. Il caso della pesca del tonno rosso e del
pesce spada rappresentano due particolari esempi delle
problematiche analizzate, ma anche la pesca degli stock
condivisi è stata oggetto di approfondita discussione.
Gli interventi e gli spunti di riflessione offerti da
questi autorevoli economisti sono stati accompagnati da
commenti e considerazioni formulate dai rappresentanti
delle Associazioni nazionali della pesca italiana, Ettore
Ianì Presidente Legapesca, Giampaolo Buonfiglio
Presidente AGCI, Massimo Coccia Presidente Federcoopesca,
e Luigi Giannini Direttore Federpesca, i quali sono stati
impegnati nell'insolito e inconsueto ruolo di contro-relatori.
L'originalità della formula adottata dall'Irepa
ha riscontrato molto successo ed ha contribuito a stimolare
ulteriormente l'interesse dell'uditorio in quanto accanto
ai contributi teorici dei più autorevoli economisti
internazionali del settore si sono innestati gli interventi
dei rappresentanti delle Associazioni nazionali della
pesca italiana che, con la loro competenza ed il loro
impegno a sostegno del settore, hanno apportato alla discussione
una concreta esperienza gestionale.
"La Gestione della pesca in presenza di sistemi decisionali
multilivello: il caso del Mediterraneo" è
stato il titolo della seconda giornata dei lavori della
Conferenza. Alla tavola rotonda, presieduta dal Direttore
dell'istituto, Massimo Spagnolo, hanno partecipato i diretti
responsabili del processo decisionale ai diversi livelli
digestione. Infatti, hanno partecipato alla tavola rotonda
i Direttori Generali della Pesca dell'Italia, Dr. Tripodi,
della Francia Ms. Aurand, del Portogallo, Ms. Monteiro,
il Direttore Mastracchio della Commissione Europea, il
Segretario della Commissione Generale per la Pesca nel
Mediterraneo della FAO, Ms. Bonzon. Il dibattito ha affrontato
alcuni dei temi più complessi dell'attuale sistema
di gestione delle risorse nel Mediterraneo e negli altri
contesti internazionali. E' emersa con chiarezza la difficoltà
di coordinamento fra le strategie ai diversi livelli e
la necessità di procedere alla definizione delle
aree di competenza fra gli organismi di gestione in un
quadro coerente di responsabilità fra le parti
in causa. Nel corso della tavola rotonda il Dr. Mastracchio,
ha avuto anche l'occasione di illustrare, per la prima
volta in pubblico, le linee essenziali del Piano di Azione
per il Mediterraneo predisposto dalla Commissione nell'ambito
della nuova Politica Comune della Pesca.
Il dibattito che è seguito ha rappresentato un
momento di incontro e confronto tra responsabili del sistema
amministrativo, della ricerca, dell'ambiente, studiosi
e rappresentanti di categoria per fare il punto sugli
strumenti e le strategie necessarie per implementare un
sistema di gestione multilivello che sia in grado di conciliare
esigenze di sostenibilità e sviluppo del settore.
La Conferenza è stata ricca di eventi sociali che
si sono svolti con la partecipazione ed il contributo
delle Associazioni Nazionali di Categoria.
Il giovedì sera, presso la Chiesa dell'Annunziata,
la Federpesca ha offerto un cocktail di benvenuto agli
ospiti. Nel corso della serata i circa 200 partecipanti,
provenienti da Paesi europei ed extraeuropei, hanno avuto
modo di scambiare le prime opinioni con i loro colleghi
e di apprezzare le specialità gastronomiche ed
i vini locali preparati dagli chef della ristorazione
cetarese, patria della flotta tonniera italiana.
Il venerdì sera, sull'ampia terrazza del Lloyd's
Baia Hotel, le associazioni nazionali delle cooperative
della pesca, Agci Pesca, Legapesca e Federcoopesca, hanno
offerto una cena molto apprezzata dai partecipanti.
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